Archivio dell'autore: Marco

Iva e prestazioni di fisioterapia

Dalla Newsletter AIFI:

LA S.I.M.F.E.R. CONTINUA A DIFFONDERE INFORMAZIONI NON VERITIERE SUL FISIOTERAPISTA

Nel gennaio 1994 veniva emanato un Decreto , che esentava dall’Iva le prestazioni del fisioterapista “solo su prescrizione medica”, causando una palese violazione dei diritti della nostra professione e dei cittadini, costretti a pratiche burocratiche e a oneri impropri.
Ci sono voluti otto anni per arrivare, nel maggio 2002, all’abrogazione di quel provvedimento con il riconoscimento all’esenzione Iva per il fisioterapista in ogni modalità operativa. Anche allora,  l’A.I.FI. difese la professione con un impegno forte e costante, presso i Ministeri competenti, per raggiungere questo ulteriore obiettivo  e riaffermare, nell’interesse anche dei pazienti, l’indipendenza ed autonomia della professione.
Nell’ottobre 2002, la suprema Corte di Cassazione ha  ulteriormente confermato il principio.
Nonostante tutto sia stato chiarito, sia a livello legislativo sia a livello giurisprudenziale, ancora oggi, venerdì 6 maggio c.a., sul sito della Società italiana medicina fisica e riabilitazione (S.I.M.F.E.R)., si trova un documento ( in allegato) dal titolo “Linee giuda per il giudizio di plausibilità e congruità delle spese per trattamenti fisioterapici in caso di traumi minori”, sottoscritto dalla SIMFER e dall’Associazione medico-giuridica Melchiorre Gioia, in cui si afferma che quando il fisioterapista agisce in autonomia le sue prestazioni sarebbero  soggette ad Iva. A quasi dieci anni dal varo del D.M. 17 maggio 2002 che ha abrogato il D.M. 21 gennaio 1994, si diffondono così ancora informazioni errate, che creano confusione e disorientamento, senza il rispetto di elementari regole deontologiche e della verità.
Diamo invece atto all’Associazione medico-giuridica Melchiorre Gioia, che ha doverosamente corretto il  medesimo documento ( in allegato) presente sul proprio sito già  dal mese di marzo del 2008. Invitiamo nuovamente la SIMFER a rettificare immediatamente la notizia presente sul sito e a ripristinare, in primis per i propri lettori, la verità dell’informazione

Giustizia è fatta!

Dalla Newsletter di AIFI.net

ABROGAZIONE ART. 1-SEPTIES: GIUSTIZIA È FATTA!

06 aprile 2011

Oggi l’Aula del Senato ha definitivamente convertito in legge il disegno di legge 572/B. Il Governo e le forze politiche, cui erano giunte precise richieste al riguardo, hanno doverosamente cancellato dal nostro ordinamento giuridico una norma illegittima e palesemente incostituzionale. Il Consigliere nazionale, Mauro Gugliucciello tiene a precisare: ” Finalmente, dopo cinque anni, giustizia è fatta. Un’operazione difficile e complessa  che è andata in porto solo grazie al fatto di avere affrontato ogni passaggio con lucidità e determinazione, nonché di aver promosso l’iniziativa del Manifesto “No all’equipollenza”, sottoscritto dalle più prestigiose Associazioni di tutela del Cittadino in ambito sanitario, dalle più importanti Organizzazioni sindacali e dalle Professione sanitarie, che ha dato dignità alla nostra causa. A loro i nostri ringraziamenti più sentiti.
Un ringraziamento al Presidente nazionale, che mi ha affidato la delega sulla problematica e a tutti i Dirigenti e ai Colleghi iscritti e non iscritti all’A.I.FI., che in questi cinque anni hanno appoggiato le nostre iniziative. In particolar modo a tutti coloro che hanno partecipato alla manifestazione del 21 marzo 2006 “La fisioterapia non è uno sport” e che sono intervenuti nei difficili momenti in cui il provvedimento era in discussione alla Camera dei deputati, sommergendo letteralmente con le loro richieste i componenti della Commissione cultura. Un ringraziamento ai presentatori dei disegni di legge abrogativi, l’On. Siliquini e l’On. Evangelisti e, in particolare, al Senatore Caforio che, avendo fatto fare proprio il disegno di legge dal suo Gruppo, ne ha permesso una rapida calendarizzazione.
Un ringraziamento al Sottosegretario Pizza e al Ministro Fazio che ha sentito il dovere di presenziare direttamente ai lavori delle Commissioni sia alla Camera che al Senato. Un particolare riconoscimento a Daniela Volpato e al collega e giornalista Gianni Melotti, per il proficuo lavoro svolto.
La più “sconcertante” aggressione che una Professione intellettuale abbia mai dovuto subire nel nostro paese è stata respinta”.

NO All’Abusivismo

CAMPAGNA AIFI CONTRO L’ABUSIVISMO IN FISIOTERAPIA

L’Aifi, Associazione italiana fisioterapisti, e il Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva insieme per combattere l’abusivismo in fisioterapia. Le due associazioni danno il via alla campagna di informazione e sensibilizzazione IO SONO UN FISIOTERAPISTA VERO, naturale seguito del protocollo d’intesa sottoscritto dalla due organizzazioni per orientare maggiormente ai bisogni dei cittadini i servizi e le prestazioni di riabilitazione, con un’attenzione particolare per gli aspetti collegati alla prevenzione delle disabilità.
La data scelta per lanciare la campagna non è casuale. Come ogni anno, l’8 settembre si festeggia la Giornata mondiale della fisioterapia, un appuntamento che vede i professionisti impegnati a promuovere e migliorare la cultura e la scienza della riabilitazione, per difendere la salute dei cittadini e lottare contro i fenomeni di abusivismo. La morte della donna di nazionalità ceca avvenuta a Caorle dopo un massaggio in spiaggia praticato da una ragazza cinese priva di qualunque titolo per operare un intervento sanitario, che i medici hanno comunque stabilito essere stata causata da aneurisma cerebrale, ha riacceso i riflettori sul fenomeno dell’abusivismo. Secondo stime approssimative, a fronte di 50mila fisioterapisti in possesso del titolo in Italia, ce ne sarebbero almeno altrettanti che esercitano abusivamente la professione. E in mancanza di un ordine professionale, che dovrebbe essere istituito per dare attuazione a una legge dello Stato ma che tarda ad arrivare, la situazione di illegalità e di pericolo per la salute continua a protrarsi.
Da qui, la necessità di una campagna di informazione, che parte con il manifesto-volantino elaborato in un formato e con un linguaggio semplice e facilmente accessibile agli utenti. IO SONO UN FISIOTERAPISTA VERO è un vademecum diretto e d’impatto, che sarà esposto negli ospedali, negli studi professionali, in tutte le strutture in cui operano i fisioterapisti, nelle farmacie, negli studi dei medici di medicina generale, con cui si stipuleranno convenzioni. Il manifesto spiega chi è il “fisioterapista vero”, quale titolo deve possedere per poter esercitare, quale tipo di attività sanitaria svolge, quali sono i suoi obblighi professionali e deontologici nei confronti del paziente.
“Sono tanti i problemi che i cittadini lamentano nel settore della riabilitazione” spiega Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. “Nell’ultimo anno le segnalazioni al nostro servizio di informazione, assistenza e consulenza in ambito sanitario PiT Salute sono cresciute dell’1,6%, negli ultimi 10 anni sono passate dallo 0,5 al 4%. Le liste d’attesa lunghissime, la quantità delle prestazioni, spesso ritenuta insufficiente rispetto alle necessità, e la qualità giudicata scarsa, i costi elevati e la mancanza delle strutture sul territorio sono tra i problemi più sentiti. Al danno si aggiunge la beffa quando il cittadino incappa in un abusivo”.
Ma il manifesto non è l’unica iniziativa che viene messa in campo. “L’Aifi opererà per la creazione di una rete di consulenti volontari per le sedi locali del Tribunale per i diritti del malato e per i servizi PiT sparsi su tutto il territorio nazionale” dichiara Vincenzo Manigrasso, presidente dell’Aifi. “Inoltre, verrà preparato un libro bianco sull’abusivismo in fisioterapia, destinato al ministero della Salute, nel quale verranno raccolte e raccontate le segnalazioni dei casi accertati di abusivismo professionale provenienti da tutta Italia. Lavoreremo poi a una diversa qualità dell’informazione nei confronti dei cittadini, con particolare riguardo ai programmi terapeutici, agli esiti attesi e a quelli ottenuti, al completamento o meno del percorso riabilitativo e alla trasparenza delle tariffe delle prestazioni”.

No Abusivismo